Le Diverse Espressioni Dell'Uva
Vino, aceto e distillati si sono riuniti al Ristorante Al Castello per un evento dedicato alla celebrazione di questo frutto semplice e delle sue molteplici possibilitÃ
Una cena ha preso la forma di un viaggio attraverso tre diversi destini dell’uva. In una serata scandita da assaggi e racconti, vino, aceto e distillato si sono incontrati a tavola, rivelando come un unico frutto possa trasformarsi in espressioni profondamente diverse grazie al tempo, alla tecnica e alla sensibilità di chi lo lavora.
La serata si è aperta con Foradori e con il carattere deciso del Teroldego biodinamico, nato sulle pendenze alpine delle Dolomiti. Nei calici, il vino ha portato con sé una voce vibrante e minerale, capace di raccontare la montagna, la terra e il rapporto istintivo tra la vite e il paesaggio.
Il percorso è poi proseguito idealmente nella penombra dell’Acetaia San Giacomo, dove il mosto d’uva biologico viene affidato al legno e a una maturazione lenta, scandita dai decenni. L’aceto balsamico tradizionale ha restituito tutta la profondità di un sapere antico, costruito sulla pazienza e su gesti custoditi e ripetuti nel tempo.Â
Con Capovilla, infine, l’uva ha incontrato il fuoco. La distillazione ne ha colto l’essenza più fugace, trasformandola in una materia limpida e cristallina, precisa e intensa. Un passaggio quasi alchemico, in cui nulla è stato aggiunto e tutto è sembrato concentrarsi.
A legare questi tre mondi è stata la cucina di Reschio. Gli chef hanno accompagnato ogni assaggio con piatti pensati non per sovrastare gli ingredienti, ma per illuminarli. Attraverso equilibrio, precisione e il calore primordiale del fuoco, il lavoro dei produttori è arrivato in tavola nella sua forma più pura.
Più che una cena, la serata è stata un dialogo tra maestri e territori, un racconto di artigianato italiano fondato su identità , rigore e attesa. Dalla vigna alla botte, dall’alambicco al piatto, ogni passaggio ha ricordato che l’eccellenza nasce spesso da un gesto semplice